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L'iniezione di
materiali reagenti in falda o nel mezzo non saturo viene eseguita
mediante l'utilizzo di pompe a pistone che permettono l'iniezione
dal basso delle miscele, in fase di esecuzione dei sondaggi, oppure,
mediante packer a sondaggio eseguito. L'iniezione viene effettuata
mediante apposite pompe a pistone che permettono di raggiungere
pressioni estremamente elevate.
Di seguito viene
riportata una breve descrizione di alcuni materiali reagenti che
sono stati iniettati con successo dalla Carsico S.r.l. (immagini):
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EHC (Adventus):
EHC è un prodotto a rilascio controllato, composto da un
substrato carbonioso additivato di ferro zero valente (ZVI) che
garantisce i benefici della riduzione chimica in situ (ISCR).
Quindi, EHC promuove la sinergia dei processi di degradazione
abiotici e mediati da microorganismi.
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HRC (Hydrogen
Release Compound - Regenesis): diversi studi sia in laboratorio che sul
campo hanno dimostrato l'efficacia dell'HRC nello stimolare la
degradazione anaerobca dei CAHs (Rolle, 2002). L'HRC è un
"estere polilattato" che è appositamente formulato
per rilasciare lentamente acido lattico nell'acquifero in
seguito al contatto con l'acqua di falda. L'acido lattico
subisce un processo di fermentazione ad opera dei batteri
anaerobici indigeni e rilascia idrogeno a basse concentrazioni.
L'idrogeno disciolto è quindi disponibile per i microrganismi
dealogenatori. L'iniezione di HRC in acquiferi contaminati da
solventi clorurati presenta i seguenti vantaggi: costituisce una
sorgente duratura di idrogeno disciolto, facilita la
degradazione dei solventi clorurati in composti non tossici,
comporta un disturbo minimo del sito, contribuisce al
mantenimento di condizioni anaerobiche nell'acquifero ed è una
sostanza non tossica e sicura dal punto di vista ambientale.
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ORC (Oxygen
Release Compound - Regenesis): l'utilizzo dell'ORC costituisce un metodo
innovativo per introdurre ossigeno in un acquifero contaminato.
Tale prodotto è una particolare formulazione di perossido di
magnesio che, a contatto con l'acqua di falda, si trasforma,
lentamente, in idrossido di magnesio con rilascio di ossigeno
disciolto. Per quanto riguarda i siti contaminati da solventi
clorurati, il rilascio di ossigeno per mezzo di questo sistema
può essere utile per accrescere l'ossidazione aerobica diretta
dei composti meno sostituiti (DCE e VC). Tale tecnica ha
ottenuto ottimi successi in siti contaminati da altri composti
organici quali i prodotti petroliferi e MTBE (metil ter-butil
etere).
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Nanoscale
Iron ( ferro nanoscopico): caratterizzato da particelle di diametro estremamente piccolo e compreso tra 1 e 100
nm, è caratterizzato da una superficie specifica centinaia di volte superiore al ferro comunemente utilizzato
per la realizzazione di barriere reattive permeabili (PRB) ed una reattività fino a 1000 volte superiore. Una ulteriore capacità degradativa è raggiunta utilizzando leghe bimetalliche nanoscopiche contenenti palladio o platino. La ridottissima dimensione delle particelle rende possibile la loro iniezione e quindi, il superamento dei limiti geometrici imposti dallo scavo di trincee associate all'utilizzo di ferro millimetrico.
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EZVI (Emulsified
Zero-Valent Iron): sviluppato di recente presso i laboratori del
centro spaziale Kennedy della NASA è attualmente l'unico
reagente in grado di trattare una sorgente di contaminazione da
NAPL in falda.
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